La storia degli Orti di via Padova

Nel febbraio 2014 l’amministrazione comunale ha risposto positivamente alla richiesta del circolo Legambiente Reteambiente Milano di realizzare un giardino condiviso.

L’iniziativa del circolo nasceva a seguito di una delibera comunale approvata nel maggio 2012 dedicata a trasformare aree pubbliche abbandonate e degradate, soprattutto in periferia, in luoghi di socialità.

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A seguito della convenzione stipulata con l’allora Consiglio di Zona 2, sono seguite attività di pulizia, indagini sulla qualità del suolo e l’apertura al pubblico dell’area per far conoscere la nuova realtà al quartiere.

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Da febbraio 2014 e nei mesi successivi si è formato il primo nucleo di volontari che hanno iniziato la sistemazione dell’area,

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Pulizia e sistemazione – giugno 2014

e hanno cominciato ad organizzare alcuni incontri divulgativi sulle erbe spontanee e sulla tutela dell’ambiente.

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All’inizio di settembre 2014 una svolta decisiva all’attività dell’orto è stata la collocazione di oltre 100 cassoni di terra dell’istallazione “Quanto mais”, realizzata in piazza Castello in attesa di Expo 2015.

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Questo evento ha raccolto l’attenzione della parrocchia locale e dei “vicini di casa”. I primi hanno coinvolto Legambiente durante la “Giornata del Creato”, dando occasione di comunicare e spiegare alla comunità parrocchiale il progetto, i secondi hanno fornito i mezzi necessari a innaffiare le piante dei cassoni, in una fase in cui non era ancora presente alcun allacciamento all’acqua. Questi semplici gesti hanno dato avvio a un processo di riconoscimento e di animazione che ha prodotto il cambiamento e creato una piccola, fragile ma consapevole e determinata comunità.

Innumerevoli sono state le azioni sviluppatesi in questi ultimi due anni esprimendo sempre una forte caratteristica di coinvolgimento e di partecipazione:

Gli orti sono diventati un vero e proprio luogo della condivisione, un punto d’incontro di diverse culture e di proposte educative, di cura dell’ambiente e di promozione culturale, diventando un modello di azioni imitabili e divulgabili in altre parti della città. In questo modo si è creata un’aspettativa nel quartiere che ha tolto dall’anonimato l’area, diventando un punto di riferimento e solidarietà da cui partono le azioni che hanno reso possibile il processo di aggregazione e condivisione.

Un comportamento positivo che ha ottenuto un sostegno e un conforto da parte di numerose associazioni locali, a partire dalla parrocchia del quartiere per arrivare alle associazioni culturali e sociali che operano tra via Palmanova, via Padova e viale Monza.

Questo spazio di piccole dimensioni, nato quasi in modo spontaneo, ha già dimostrato nei suoi primi anni di attività di essere visibile e facilmente gestibile anche da un ridotto numero di volontari capaci di garantire cambiamenti importanti.